«Gentili signore e signori, buongiorno…» cit.
C’era una volta la “Gran Fondo Diablo” la classica manifestazione ciclistica ossolana che culminava con la stupenda salita alla Cascata del Toce “…attenzione è scattato Marco Pantani a 4 km e 800 metri dal traguardo…”.
Era il Giro d’Italia del 2003, era il 30 maggio, era la diciannovesima tappa, la Canelli-Cascata del Toce di 239 chilometri. Lungo le mastodontiche rocce della cascata del Toce, si ebbe l’ultimo scatto dello scalatore divino che aveva fatto innamorare un paese intero: Marco Pantani.
C’era una volta la “Gran Fondo Diablo” la classica manifestazione ciclistica ossolana che culminava con la stupenda salita alla Cascata del Toce “…attenzione è scattato Marco Pantani a 4 km e 800 metri dal traguardo…”.
Era il Giro d’Italia del 2003, era il 30 maggio, era la diciannovesima tappa, la Canelli-Cascata del Toce di 239 chilometri. Lungo le mastodontiche rocce della cascata del Toce, si ebbe l’ultimo scatto dello scalatore divino che aveva fatto innamorare un paese intero: Marco Pantani.
La Granfondo Diablo è una gara ciclistica su strada che si svolge in Val Formazza, nota per i suoi percorsi impegnativi con grandi dislivelli.

