Golf in Piemonte: una storia lunga oltre un secolo
Il golf in Piemonte ha radici che affondano in più di cent’anni di storia. Tutto comincia nel 1898, quando il conte Gaspare Voli — tornato dalla Scozia con una passione nuova — convince il conte Avogadro di Collobiano a costruire nove buche nella sua tenuta novarese. Nasce così il Couturbier Golf Course, all’epoca l’unico campo della regione, in un’Italia che ne contava appena due in tutto. Lo frequentano i Savoia, di passaggio per la caccia alla volpe, e le fotografie d’epoca raccontano un mondo di baffi importanti, abiti bianchi e cappellini eleganti.
Da quel primo seme la tradizione non si è più fermata. Il Circolo Golf Torino apre nel 1920, il Royal Park I Roveri nel 1971 — voluto dalla famiglia Agnelli nel cuore del Parco La Mandria, antica riserva di caccia sabauda, con due percorsi firmati da architetti del calibro di Robert Trent Jones Sr. e Michael Hurdzan.
L’Open d’Italia e i grandi eventi piemontesi
Il Piemonte non si limita a ospitare: è protagonista del golf europeo. Il Circolo Golf Torino ha già accolto l’Open d’Italia tre volte — nel 1999, 2013 e 2014 — e dal 25 al 28 giugno lo fa per la quarta, con l’83° Open d’Italia 2026 che porta i campioni del DP World Tour a La Mandria, su 72 buche. (Ingresso gratuito con registrazione su openditaliagolf.eu9
Anche il Royal Park I Roveri ha la sua storia internazionale, con quattro edizioni consecutive del torneo tra il 2009 e il 2012. E poi c’è Margara, nel Monferrato, che tra il 1981 e il 2008 ha ospitato 22 edizioni del Challenge Tour, vedendo passare nomi come Miguel Ángel Jiménez, Henrik Stenson e Costantino Rocca: un trampolino verso il DP World Tour che per decenni ha avuto casa in Piemonte.
I campi da golf in Piemonte: un paesaggio per ogni stile
Con oltre 51 golf club e 15 campi pratica, il Piemonte è la seconda regione italiana per numero di strutture — ma è la varietà a sorprendere di più. Si gioca tra i boschi del Parco La Mandria, sulle colline patrimonio UNESCO di Langhe, Roero e Monferrato dove i vigneti arrivano fin sul bordo dei green, in pianura nel novarese, verso il Lago Maggiore, nella campagna biellese.
Ogni provincia ha il suo riferimento. Nel Cuneese, ai piedi delle colline di Langa, il Golf Club Cherasco regala un percorso fra le dolci ondulazioni patrimonio UNESCO, con le Alpi che fanno da sfondo. Sul Lago Maggiore, il Golf Club Castelconturbia — erede diretto del primo campo piemontese di fine Ottocento — affianca le sue acque nei pressi del Ticino, mentre nel Biellese il Golf Club Biella Le Betulle, tra boschi di betulle sulla dorsale morenica della Serra, è stato premiato per anni come miglior campo d’Italia da Golf Digest. Nel Verbano-Cusio-Ossola il Golf & Sporting Club Verbania completa la presenza piemontese sulle rive del Lago Maggiore. E poi c’è Sestriere, dove sport e quota si fondono in modo unico. Il Golf Club Sestrieres, a 2.035 metri, è uno dei percorsi di montagna più alti d’Europa, costruito sugli stessi pendii che d’inverno diventano piste da sci.
Cinque dei dieci migliori campi d’Italia, secondo le principali riviste di settore, sono piemontesi. Non è un caso: è la qualità tecnica che si fonde con la bellezza del territorio.