Gennaio 2026: dopo un lungo percorso, la fiamma olimpica di Milano Cortina 2026 rientra in Piemonte. Non si tratta di un semplice transito, ma di un vero e proprio ritorno a casa che celebra il ventennale di Torino 2006. A vent’anni esatti dalle storiche Olimpiadi invernali, il territorio riabbraccia lo spirito a cinque cerchi con un viaggio che non è solo una staffetta verso il futuro, ma un profondo omaggio all’eredità che ha trasformato Torino e le sue montagne in una capitale mondiale dello sport. Questo itinerario tra memoria e futuro ripercorre, dal 10 al 16 gennaio, i luoghi simbolo dell’identità sportiva e culturale piemontese, unendo idealmente le vette olimpiche alle città d’arte.
Il percorso made in Piemonte
Il percorso è iniziato nel territorio regionale il 10 gennaio con la celebrazione di tappa a Cuneo, città incastonata tra i fiumi Stura e Gesso, per poi proseguire l’11 gennaio attraverso le colline delle Langhe e del Roero, patrimonio mondiale UNESCO, toccando Bra, La Morra e Alba. Uno dei momenti più toccanti di questa staffetta si è svolto sulle piste del Sestriere, dove maestri e allievi delle scuole di sci locali hanno accompagnato la torcia in una corsa simbolica dedicata alla memoria di Matilde Lorenzi e Matteo Franzoso, i due giovani atleti della nazionale tragicamente scomparsi durante gli allenamenti. La giornata prosegue attraversando Asti, Moncalieri e la palazzina di caccia di Stupinigi fino a raggiungere Torino, il capoluogo che dopo Cortina 1956 e Roma 1960 ha regalato al mondo nel 2006 emozioni indelebili. Questo grane ritorno ha rievocato le leggendarie imprese azzurre, dall’oro di Armin Zöggeler alla storica vittoria della staffetta di fondo 4×10 km con Valbusa, Di Centa, Piller Cottrer e Zorzi, fino al trionfo di Enrico Fabris, assoluto protagonista di quella stagione olimpica.
Il 12 gennaio la marcia ha ripreso dalle grandi residenze sabaude, partendo dal Castello di Rivoli e dalla magnificenza barocca della Reggia di Venaria Reale, per poi attraversare Settimo Torinese e Chivasso. Il giorno successivo, 13 gennaio, la Fiamma raggiunge la città industriale di Ivrea, anch’essa sito patrimonio mondiale, salendo successivamente verso la bellezza alpina del Santuario di Oropa, luogo simbolo di imprese ciclistiche epiche, prima di approdare a Biella, Vercelli, Casale Monferrato e Novara.
La risalita verso il quadrante settentrionale proseguirà il 14 gennaio tra i laghi e le montagne, toccando Borgomanero e Gozzano per poi riflettersi nelle acque del Lago Maggiore tra Verbania, le Isole Borromee, Baveno, Stresa e infine Arona.
Dopo una breve parentesi in territorio lombardo, il fuoco olimpico compirà il suo passaggio conclusivo in terra piemontese il 16 gennaio, sfilando tra le vie di Alessandria e Tortona e suggellando un legame indissolubile tra la memoria storica dei Giochi del 2006 e l’attesa per il grande evento del 2026.
Un’ereditarietà mai terminata a 20 anni di distanza
Celebrare il passaggio della fiamma oggi significa ricordare i campioni che hanno reso leggendaria l’edizione del 2006: dalla staffetta d’oro del fondo a Pragelato, alle imprese di Cesana, fino alla magia del ghiaccio al Palavela.
Questa staffetta rappresenta il ponte ideale tra due generazioni di sportivi: se nel 2006 abbiamo mostrato al mondo la capacità del Piemonte di accogliere e innovare, nel 2026 confermiamo il nostro ruolo di custodi dei valori olimpici di eccellenza, rispetto e partecipazione.