Al Salone Internazionale del Libro di Torino 2026 lo sport è stato uno dei grandi protagonisti della manifestazione, confermando il legame sempre più forte tra cultura, racconto e imprese sportive. Tra incontri, testimonianze e dialoghi con campioni, allenatori, giornalisti e scrittori, il Salone ha dimostrato come lo sport sia ormai parte integrante della narrazione culturale contemporanea.
Il Piemonte è un territorio che vive e racconta lo sport come elemento identitario e culturale. Una terra che porta ancora nel proprio DNA l’eredità delle Olimpiadi Invernali di Torino 2006, evento che ha lasciato un segno profondo non solo nelle infrastrutture sportive, ma nell’identità dell’intero territorio.
Oltre 32 incontri dedicati allo sport nell’arco di cinque giorni hanno animato il Salone, con protagonisti del panorama italiano come tra cui: Arianna Fontana, Alberto Tomba, Stefania Belmondo, Roberto Baggio e Mauro Berruto. Si è parlato di sci, short track, calcio, basket, Formula 1 e sport paralimpico, con particolare attenzione anche al mondo femminile.
Tra gli appuntamenti più seguiti, quello con Arianna Fontana, atleta italiana più medagliata della storia olimpica, che ha raccontato il percorso umano e sportivo costruito anche sulle piste torinesi del 2006. Un incontro sul valore della determinazione, del sacrificio e della capacità di lasciare un segno attraverso lo sport.
Particolarmente significativo anche l’incontro Allenare il coraggio: corpi femminili, tra stigma e affermazione, con la nuotatrice paralimpica Monica Boggioni e la piemontese Giuliana Turra atleta di wheelchair curling. Un dialogo che ha affrontato domande scomode e necessarie: cosa significa oggi essere una donna nello sport professionistico in Italia? E un’atleta paralimpica? Come si conciliano sport e studio/lavoro? Giuliana Turra, cuneese, ex judoka e appassionata di montagna, è arrivata al wheelchair curling — che pratica a Pinerolo — dopo un incidente che ha cambiato la sua vita. La sua storia dice tutto: le Paralimpiadi non sono una Serie B, e chi le affronta lo fa con una determinazione che non ha nulla da invidiare a nessun altro atleta.
Un dialogo intenso sul ruolo delle donne nello sport professionistico e paralimpico, tra inclusione, sacrifici e nuove opportunità.
Il Salone del Libro 2026 ha così confermato la centralità del binomio sport-cultura nel panorama piemontese: un modello capace di unire grandi eventi, memoria olimpica, territorio e valori umani, trasformando le storie sportive in patrimonio culturale condiviso.